Come si ottiene la cancellazione dalla CAI

La sigla CAI è l’acronimo di Centrale di Allarme Interbancaria che contiene i dati di tutti i pagamenti effettuati tramite assegni postali e bancari, nonché con carte di credito o di debito che presentano irregolarità o risultano insoluti. Tali infrazioni vengono inserite in un’apposita banca dati con una conseguente iscrizione nella lista dei cattivi pagatori. Questa condizione di segnalazione CAI di conseguenza non permette al soggetto interessato di emettere assegni o avvalersi di altre forme di pagamento per un periodi di 60 giorni. A tale proposito, vediamo nei dettagli di cosa si tratta e come si ottiene la cancellazione dalla CAI.

Cos’è per definizione la CAI?

Come già accennato in fase introduttiva la sigla CAI serve ad identificare e archiviare i dati dei cattivi pagatori ed è giuridicamente controllata dalla Banca d’Italia. Nello specifico si tratta di un archivio della centrale allarme interbancaria (vedi di cosa si tratta https://www.studiolegaleadamo.it/servizi/aree-di-competenza/cancellazione-cai-centrale-allarme-interbancaria) in cui vengono inseriti i dati anagrafici dei soggetti che hanno emesso assegni postali o bancari senza che vi siano fondi adeguati. Lo stesso discorso vale anche per i possessori di carte di credito o di debito che siano stati denunciati a seguito di un furto o smarrimento. Chi compie questa infrazione è soggetto all’applicazione di sanzioni sia amministrative che penali e redatte dal Prefetto. Nel secondo caso si tratta di un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria che va eseguito se non si ottempera all’obbligo di pagamento della sanzione amministrativa.

Cosa comporta la segnalazione CAI?

I soggetti che sono stati segnalati alla CAI banca hanno diritto di essere comunque avvisati dell’infrazione commessa in modo da usufruire di un termine di 60 giorni dall’avviso stesso, per pagare l’importo contestato comprensivo di spese aggiuntive di carattere legale e che ammontano al 10% del totale. Dopo la suddetta scadenza, se il debito non viene pagato, di conseguenza il soggetto interessato verrà automaticamente registrato nella CAI e non potrà quindi emettere assegni per 6 mesi. Trascorso tale lasso di tempo, se non ci sono ulteriori e simili disguidi la cancellazione dal suddetto sistema bancario avverrà in automatico. Sempre in riferimento all’infrazione che comporta la registrazione nella centrale rischi bancari, va aggiunto che la segnalazione alla CAI può interessare anche chi non è protestato. Infatti la notifica arriverà a mezzo posta ed inviata dalla Banca stessa o dall’ufficio postale di competenza. In tutti i casi, se si provvede al pagamento entro il termine di 60 giorni basta poi esibire la ricevuta del versamento per essere cancellati subito dal registro. Se tuttavia ciò non avviene per semplici ritardi burocratici, è possibile comunque inoltrare una richiesta affidandosi ad un esperto del settore.

Quale procedura occorre per la cancellazione dalla CAI?

Un esperto del settore ed incaricato da un determinato soggetto che risulta iscritto alla CAI può provvedere a regolarizzarne la posizione, consultando in primis i dati identificativi disponibili sia presso la Banca d’Italia che nell’Istituto che ha notificato il reato. Successivamente provvede ad inoltrare una richiesta di cancellazione segnalazione CAI compilando un apposito modulo, ed indicando anche gli estremi della ricevuta che attesta il regolare pagamento del debito contratto. L’operazione di revoca CAI tra l’altro è piuttosto semplice e rapida, in quanto non richiede la consegna diretta quindi a mano bensì la richiesta può avvenire anche tramite posta, a mezzo Pec o ancora via fax. Da ciò si evince che se ci si affida ad uno studio legale preposto alla funzione di cancellazione CAI e che magari opera anche online, è sufficiente inviare un valido documento di riconoscimento. Una volta inoltrata la pratica basta poi attendere pochi giorni per ottenere la revoca del divieto di emettere assegno o pagare con carte. Se tuttavia non c’è nessun riscontro a riguardo dell’istanza cancellazione CAI, allora il suddetto studio legale può impugnare la segnalazione persistente dichiarandola giuridicamente illegittima.