Tecniche e consigli per rinvasare un bonsai

Tecniche e consigli per rinvasare un bonsai

Regalata come buon augurio per una coppia di sposi che si accinge ad iniziare la loro vita insieme o in occasione dell’inaugurazione di un nuovo negozio, il bonsai è una pianta che, negli ultimi anni, ha visto un incremento di richieste esponenziale. Estremamente amato e ricercato, la sua bellezza ed eleganza è data da una particolare tecnica di riduzione delle radici e di potatura dei rami che fa sì che rimanga una pianta nana per sempre. Questa particolare tecnica nata in Cina e perfezionata, successivamente, in Giappone, ben presto si è diffusa in tutto il mondo arrivando fino a noi.

Nonostante sembri una pianta che non necessita di particolari cure, in realtà, come tutti gli esseri viventi, ha bisogno di semplici, ma estremamente utili accorgimenti per favorirne una vita longeva e soprattutto per scongiurare l’insorgere di muffe e batteri che potrebbero comprometterne la salute. In particolar modo, rinvasare un bonsai (www.bioges.it/2018/01/12/rinvaso-bonsai-consigli-ed-istruzioni-leggi-la-nostra-guida-bioges/), è uno dei momenti cruciali e più delicati dell’esistenza di quest’ultimo, ma altrettanto necessario. Di seguito, alcuni consigli per destreggiarsi al meglio tra i vari passaggi da eseguire. Anche chi non ha il famoso “pollice verde” potrà accurdire un bonsai nel miglior modo possibile e tenerlo con sé per un lungo tempo.

Quando e con quale frequenza rinvasare un bonsai

Rinvasare un bonsai è un processo decilato in quanto rappresenta un momento di forte stress per la pianta. Esso, però, è altrettanto indispensabile per permetterle di vivere a lungo ed in salute. Stabilire quale sia il momento giusto per rinvasare un bonsai è quasi impossibile. È fondamentale osservare le radici e il substrato e regolarsi di conseguenza cercando di capire lo stato della pianta e le suoe particolari esigenze. Bisogna, inoltre, considerare due fattori importanti, ovvero la grandezza del vaso e l’età del bonsai. Le piante più giovani, infatti, avranno una crescita più rapida e, perciò, necessiteranno di essere rinvasate ogni 1-2 anni circa. Quelle più grandi e stabilizzate, invece, avranno un processo di crescita più lento e quindi, anche il loro rinvaso, avverrà a distanza di più tempo.

Come rinvasare un bonsai: tecniche e consigli

Una volta stabilito dopo ogni quanto tempo va rinvasato un bonsai, è importante delineare il miglior metodo da utilizzare per farlo. La cosa fondamentale è disinfettare gli strumenti di lavoro sia prima che dopo averli utilizzati per evitare lo sviluppo di malattie pericolose per la pianta. Inoltre, non bisogna confondere le forbici adatte al taglio delle radici da quelle delle foglie. Utilizzare gli strumenti giusti farà sì che la pianta si stressi il meno possibile. Una volta fatto questo, la si potrà estrarre dal vaso per cominciare la pulitura delle radici andando ad eliminare quelle secche o malate (in generale circa un terzo del totale) per poi posizionarla in un nuovo vaso con del nuovo terriccio. Il periodo migliore per effettuare questa operazione è la primavera.

La scelta del vaso è, anche questo, un momento importante e da non prendere sottogamba. La parola bonsai, in giapponese, significa proprio “piantato in vaso piatto” ed è per questo motivo che il giusto vaso deve essere molto più basso di qualsiasi altro utilizzato per una qualsiasi altra pianta. Con base rettangolare o circolare poco importa, l’importante è che sia basso. Rinvasare un bonsai è il primo passo da effettuare per prendersene cura. Il secondo è innaffiarlo. Anche in questo caso, non c’è una regola precisa. Bisogna saper ascoltare le esigenze della pianta. Non dimentichiamoci che anche una pianta, un bonsai in questo caso, è un essere vivente con dei bisogni. È importante conoscere le tecniche basi per prendersene cura nel miglior modo possibile. Di certo l’esperienza aiuta, ma la cosa più importante è metterci amore. Pazienza, costanza e un pizzico d’amore porteranno a fantastici risultati e soprattutto a grandi soddisfazioni.